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SHAK (her) SPEAR (e?)

SHAKE (her) SPEAR (e?)

Entra Lavinia.Violentata.Con la lingua e le mani mozzate.
Tito Andronico.Shakespeare.Didascalia.

Partenza.Dal non detto mai si manifestano i corpi,nascono come sculture di carne
alle quali il tempo e le traduzioni hanno appeso oggetti.
Manichini mobili queste creature tra l'assenza e lo svelamento dell'oltre,
di quello che non si offre alla vista immediata.
Tensioni di nervi e bozzoli umani, volti di specchi e sorrisi di spine,
mantelli di fango e sospensioni moderne.
Poi,dopo,piano la voce...masticata e masticante si manifesta
solo attraverso il deglutimento di cristalli lucenti.
La luce che ingravida il dire e le bocche sformate che partoriscono la parola.
Questo è Shakespeare.
Fantasmi.Visioni.Suggestioni musicali fatte di qui e di adesso.I respiri,i passi di chi guarda,di chi fa,
degli spazi ,delle porte,i rumori dei corpi,dei vestiti.
Ma poi tutto tace.La regia si ferma.Il fermento e il movimento sono avvenuti.
La moneta magica è stata lanciata nel fiume e le onde che produceva sono state donate.
Ora tocca al pubblico.Sfondare.Contraddire.Suggerire.
L'opera diventa smontabile.
I performer si concedono immobili,interi,modellabili.
Adesso.Rimarrà silenzio,stasi?